Congresso Regionale
Bologna, 27/28 maggio 2005
Il 25 e 26 di maggio 2005, si è svolto
a Bologna, il Congresso Regionale della UISP Emilia Romagna.
Riportiamo di seguito la parte iniziale della relazione del Pres. Regionale della UISP Emilia Romagna, Silva Cavalchi. Il testo completo è consultabile in formato .pdf dal link nella colonna dei documenti congressuali.
“La pace, prima che traguardo, è cammino. E per giunta cammino in salita…La pace è una meta sempre intravista e mai pienamente raggiunta. La sua corsa si vince sulle tappe intermedie e mai sull’ultimo traguardo….
Ma chi è convinto che la pace è un bene...troverà nuovi motivi per continuare la corsa anche nella situazione di scacco permanente in cui è tenuto dalla storia…” queste parole di Don Tonino Bello possono essere la didascalia delle immagini che abbiamo visto.
Immagini che celebrano i dieci anni di Vivicittà a Sarajevo. In una città martoriata dalla guerra, con i cecchini appostati, c’era chi correva, chi nella corsa cercava un segnale di normalità, chi affermava in questo modo il proprio diritto ad una vita normale.
La UISP ha dato a queste persone i motivi per continuare la corsa anche nella situazione di scacco in cui erano tenute dalla storia.
Lo sport è anche questo; per noi della UISP è soprattutto questo.
Il nostro sport è scelta etica e culturale, per questo le nostre corse si sono svolte a Sarajevo durante la guerra, fra i poveri di Korogocho la baraccopoli di Nairobi, a Baghdad prima della guerra, per i bambini irakeni contro l’embargo, a Lahore in Pakistan vicino ai campi profughi afghani, a Kigali in Ruanda, a Dakar, a Cuba, in Israele e in Palestina.
Il documento programmatico per il XV Congresso Nazionale inizia dicendo che i cittadini dello sport “vivono nel mondo di questi anni e soffrono i conflitti e le guerre che funestano questo inizio di secolo, abbattendosi sui disarmati, sugli inermi, sui poveri. Sono convinti che serva un grande cambiamento, che la ricchezza del mondo debba essere ridistribuita con equità, che si debbano assicurare condizioni dignitose di vita per tutti gli uomini e le donne del pianeta”.









